Chi siamo2019-01-02T17:42:19+00:00

FARE L’IMPOSSIBILE È UNA SPECIE DI DIVERTIMENTO.

Walt Disney

Siamo persone positive e cerchiamo di trasmettere a chi lavora con noi la passione per quello che facciamo, la nostra esperienza e la nostra voglia di creare, siamo sempre pronte a nuove sfide e a conoscere gente come noi, a cui piacciono le cose belle!
Monica e Barbara, graphic designer professioniste. Lo stesso amore per la grafica e per il nostro lavoro ci ha unisce da 12 anni, prima da colleghe e poi da socie, dove finisce una inizia l’altra, compatibili al 100%. Appassionate a tal punto da diventare maniacali per la scelta di certi elementi: tipo di carta, grammatura, colore… con le nostre fidate mazzette Pantone e guai se il font non è quello giusto! 
Dal 1999 come studio grafico lavoriamo con le aziende, abbiamo molta esperienza su tutti i fronti, che sia la creazione di un logo e dei suoi coordinati, fino allo stand per la fiera, cataloghi e brochure, tutto quello che potete immaginare per la vostra attività, noi lo facciamo. Abbiamo deciso di utilizzare il nostro background per l’organizzazione di eventi e matrimoni. 
Chi viene da noi di solito vuole qualcosa di più del solito cliché, e noi possiamo offrire professionalità e competenza. Nulla è lasciato al caso ed ogni problema come per magia scompare: ma non è magia, è esperienza.
Per poter crescere nel settore dei matrimoni non ci siamo improvvisate, ma abbiamo chiesto a chi sapeva già farlo di collaborare con noi. Dal 2014 Paola fa parte del team, lavora in teatro come scenografa, prepara le scene, crea oggetti, gira con arnesi da falegname nella borsa, chi meglio di lei può costruire la versione 3d della nostra grafica? Ma non è solo una scenografa, ha studiato come Wedding Planner e si occupa degli sposi e del loro matrimonio accompagnandoli lungo tutto il percorso.
Quindi che abbiate bisogno di grafica per la vostra azienda, per il vostro evento o per il vostro matrimonio potete rivolgervi a noi, siamo pronte ad aiutarvi, siamo DESIGNER!

PUNTO. A CAPO. LETTERA MAIUSCOLA.

Avete presente “Salve, mi chiamo Wolf, risolvo problemi”? Ecco, chiamateci e arriveremo! E la citazione nerd deriva dal fatto che lo siamo anche noi, quindi non abbiate paura di raccontarci “idee folli” o “cavolate”, perché siamo pronte a tutto, o quasi!

ESPERIENZA

Sappiamo di cosa stiamo parlando.

Guidiamo i nostri clienti passo dopo passo risolvendo problemi, anche quelli che non pensavano di avere, ma che si presenteranno lungo il percorso.

EMPATIA

La fiducia è alla base di quello che facciamo.

Le persone sono diverse, le esigenze sono diverse. Per questo prima di tutto ascoltiamo, cerchiamo di conoscere chi abbiamo davanti.

CREATIVITÀ

La creatività è pensare fuori dagli schemi.

La nostra curiosità ci permette di essere costantemente aggiornate sulle novità, così da poter proporre sempre nuove soluzioni.

Semplicemente G+Spot

Disegno da sempre, da che mi ricordo. Ero la più brava a disegnare a scuola quindi dovevo sempre disegnare i cartelloni di Natale alle elementari… e poi alle medie…  
Oltre a disegnare avevo imparato a suonare la chitarra elettrica da autodidatta e la scelta che dovevo fare era se fare il conservatorio o una scuola dove si disegnasse e alla fine la mia scelta cadde sul mio primo talento: mi sono iscritta alle Rubbiani, progetto 92 grafica pubblicitaria, molto figo!
Intanto il mio stile era cambiato, non disegnavo più Babbo Natale, ma Dylan Dog e caricature, ho fatto un corso di fumetto ai giardini Margherita, ma colorare tavole non era cosa mia, che noia! Poi in terza superiore ho avuto una folgorazione, un colpo di fulmine, in un’aula piccola di fronte alla mia vidi un 486 con installato photoshop 2.0 e Corel Draw e la mia vita ha avuto una svolta.
La computer grafica era nata con me e per me. Facevo le notti per imparare tutti i passaggi da fare, avevo imparato tutti i font sul catalogo Mecanorma, tanto che i miei amici mi sfidavano a riconoscere il font usato nelle insegne sparse per la città. Nel 1994 partecipai al concorso nazionale di Grafica a Vicenza, spesato dalla scuola, la prima volta che dormivo fuori casa, il concorso non andò benissimo perché passai tutta la notte a chiacchierare con la mia compagna di stanza!
E poi il lavoro… finita la scuola nel 1996 ho lavorato sempre… fino ad aprire il mio studio con Barbara: da photoshop 2 sono arrivata al 19, mi sono sposata e ho avuto due figli, sono cresciuta, la chitarra è sempre il mio hobby, ma se mi chiedono ancora il font di un’insegna, sicuramente è uno di quelli nuovi e non è nel mio catalogo Mecanorma, ma lo riconosco subito!
Monica
Monica
Graphic Design 77%
Fender 23%
Monica
Monica
Graphic Design 77%
Fender 23%
Disegno da sempre, da che mi ricordo. Ero la più brava a disegnare a scuola quindi dovevo sempre disegnare i cartelloni di Natale alle elementari… e poi alle medie…  
Oltre a disegnare avevo imparato a suonare la chitarra elettrica da autodidatta e la scelta che dovevo fare era se fare il conservatorio o una scuola dove si disegnasse e alla fine la mia scelta cadde sul mio primo talento: mi sono iscritta alle Rubbiani, progetto 92 grafica pubblicitaria, molto figo!
Intanto il mio stile era cambiato, non disegnavo più Babbo Natale, ma Dylan Dog e caricature, ho fatto un corso di fumetto ai giardini Margherita, ma colorare tavole non era cosa mia, che noia! Poi in terza superiore ho avuto una folgorazione, un colpo di fulmine, in un’aula piccola di fronte alla mia vidi un 486 con installato photoshop 2.0 e Corel Draw e la mia vita ha avuto una svolta.
La computer grafica era nata con me e per me. Facevo le notti per imparare tutti i passaggi da fare, avevo imparato tutti i font sul catalogo Mecanorma, tanto che i miei amici mi sfidavano a riconoscere il font usato nelle insegne sparse per la città. Nel 1994 partecipai al concorso nazionale di Grafica a Vicenza, spesato dalla scuola, la prima volta che dormivo fuori casa, il concorso non andò benissimo perché passai tutta la notte a chiacchierare con la mia compagna di stanza!
E poi il lavoro… finita la scuola nel 1996 ho lavorato sempre… fino ad aprire il mio studio con Barbara: da photoshop 2 sono arrivata al 19, mi sono sposata e ho avuto due figli, sono cresciuta, la chitarra è sempre il mio hobby, ma se mi chiedono ancora il font di un’insegna, sicuramente è uno di quelli nuovi e non è nel mio catalogo Mecanorma, ma lo riconosco subito!
Barbara
Barbara
Graphic Design 65%
Japan Lover 35%
Uso il computer da quando avevo 10 anni, grande smanettona mi ritrovavo io a spiegare a mia mamma come fare determinate cose, mi veniva naturale, ma la mia passione era quella di dipingere, disegnare, montare e smontare, aggiustare oggetti per vedere come erano fatti, mi appassionava guardare i cartoni animati e i film, leggere i fumetti, i più svariati, tutti quelli che potevo e facevo fotografie. La pallavolo era un altro dei miei grandi amori, ma ho avuto un incidente con il motorino dove mi sono rotta il ginocchio e ho dovuto rinunciare. Allora ho deciso che dovevo andare avanti e unire tutte le mie passioni e andai a lavorare in una famosa fumetteria di Bologna, con i primi stipendi mi comprai una macchina fotografica e un trapano tutto mio! 
Per la fumetteria facevo delle locandine e mi appassionavo sempre di più finché non decisi di fare un corso di Photoshop, così scoprii la passione per la computer grafica e il cerchio si chiuse. 
Il mio titolare si accorse subito che quella era la mia strada, forse prima di me, e mi mandò a fare uno stage in uno studio grafico. Una mattina di ottobre andai a presentarmi, in realtà non avevo idea di cosa mi aspettasse. Conobbi Monica che lavorava in questo studio, mi offrì un caffè, ma a me non piaceva il caffè! Ora dopo tanti anni ne bevo anche troppi, un grafico è fatto di creatività e caffè. 
Mi trovai a fare due lavori ma nel giro di pochi mesi avevo imparato tutto, ma proprio tutto… ero pronta per iniziare una nuova fase della mia vita. Lasciai la fumetteria, lavorammo qualche anno insieme e poi decidemmo di aprire uno studio tutto nostro. Io, come dice lei, sono la sua versione aggiornata 2.0 e ci completiamo. Ora faccio quello che mi piace, lo faccio con passione, cercando sempre nuove ispirazioni, odio le cose standard e banali, leggo ancora fumetti, studio storia dell’arte, sono innamorata del Giappone e della sua cultura, ho fatto corsi di cucina giapponese, mi piace fare tutto ciò che è creativo e farlo bene sia a computer che manualmente, chissà magari se non mi fossi rotta il ginocchio ora sarei una pallavolista in serie A!

Da piccola pensavo che avrei fatto la scienziata… Passavo ore nel laboratorio dell’Istituto di Fisica con papà, che mi faceva vedere i primi calcolatori, dei bestioni rumorosi da cui uscivano i fogli traforati che poi portavo a casa e riempivo di disegni. Ho avuto un raggio laser vero in casa prima che uscisse Star Wars al cinema. Facevo esperimenti con tutto, e intanto continuavo a riempire fogli di disegni. Poi la scuola, il liceo, l’università, sempre continuando a disegnare. Tanto che dopo la laurea mi sono iscritta all’Accademia di Belle Arti, e ho scoperto altri mondi, l’incisione, la fotografia, e la scenografia.

Dopo qualche anno mi sono trovata sul palcoscenico di un teatro per il primo incarico. Con Antonio, il mio compagno di Accademia, con cui poi nello stesso teatro ho lavorato per quasi dieci anni. Bellissimi. Ci piaceva creare, dare vita a posti fantastici, stupire il pubblico (quando parte l’applauso a scena vuota è per la scenografia, che soddisfazione!) e realizzare tutte le idee di Gigi, il nostro regista, che ci dava spunti bizzarri, perché le scenografie realistiche non gli piacevano, come non piacevano a noi, quindi gli costruivamo cose ancora più bizzarre.

Ai matrimoni sono arrivata qualche anno fa, dopo un master da wedding planner. Ho messo insieme le competenze dei miei mondi e sono diventata wedding designer: costruisco le scenografie dei matrimoni, creo oggetti e strutture con le mie mani, mi piace inventare e realizzare progetti, e se sono bizzarri meglio, sono abituata!

Da sei anni studio improvvisazione teatrale, l’altro mio mondo fantastico, che insegna l’ascolto, l’empatia, l’entrare in relazione con gli altri, fondamentale per la vita e per questo lavoro, perché due ragazzi affidano il loro matrimonio e me, e io ho il compito di portarlo in scena.

Come sono? Amo il blu, ma mi vesto sempre di nero (che battaglia per il colore delle maglie Gspot per i matrimoni, ma erano in due contro di me e ha vinto il rosa!), ho una paura terribile dei ragni, adoro Tiziano, Mozart e Charlie Chaplin, colleziono pupazzi di neve e se volete farmi un regalo portatemi da Leroy, reparto utensileria!

Paola
Paola
Improv 50%
Wedding Design 50%
Paola
Paola
Improv 50%
Wedding Design 50%

Da piccola pensavo che avrei fatto la scienziata… Passavo ore nel laboratorio dell’Istituto di Fisica con papà, che mi faceva vedere i primi calcolatori, dei bestioni rumorosi da cui uscivano i fogli traforati che poi portavo a casa e riempivo di disegni. Ho avuto un raggio laser vero in casa prima che uscisse Star Wars al cinema. Facevo esperimenti con tutto, e intanto continuavo a riempire fogli di disegni. Poi la scuola, il liceo, l’università, sempre continuando a disegnare. Tanto che dopo la laurea mi sono iscritta all’Accademia di Belle Arti, e ho scoperto altri mondi, l’incisione, la fotografia, e la scenografia.

Dopo qualche anno mi sono trovata sul palcoscenico di un teatro per il primo incarico. Con Antonio, il mio compagno di Accademia, con cui poi nello stesso teatro ho lavorato per quasi dieci anni. Bellissimi. Ci piaceva creare, dare vita a posti fantastici, stupire il pubblico (quando parte l’applauso a scena vuota è per la scenografia, che soddisfazione!) e realizzare tutte le idee di Gigi, il nostro regista, che ci dava spunti bizzarri, perché le scenografie realistiche non gli piacevano, come non piacevano a noi, quindi gli costruivamo cose ancora più bizzarre.

Ai matrimoni sono arrivata qualche anno fa, dopo un master da wedding planner. Ho messo insieme le competenze dei miei mondi e sono diventata wedding designer: costruisco le scenografie dei matrimoni, creo oggetti e strutture con le mie mani, mi piace inventare e realizzare progetti, e se sono bizzarri meglio, sono abituata!

Da sei anni studio improvvisazione teatrale, l’altro mio mondo fantastico, che insegna l’ascolto, l’empatia, l’entrare in relazione con gli altri, fondamentale per la vita e per questo lavoro, perché due ragazzi affidano il loro matrimonio e me, e io ho il compito di portarlo in scena.

Come sono? Amo il blu, ma mi vesto sempre di nero (che battaglia per il colore delle maglie Gspot per i matrimoni, ma erano in due contro di me e ha vinto il rosa!), ho una paura terribile dei ragni, adoro Tiziano, Mozart e Charlie Chaplin, colleziono pupazzi di neve e se volete farmi un regalo portatemi da Leroy, reparto utensileria!

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